updated 3:32 PM CEST, Jul 24, 2017

Milano, il sindaco Sala di nuovo indagato. E' sotto inchiesta per turbativa d'asta per "colpa" degli alberi di Expo. La reazione a caldo: "Profonda amarezza"

Giuseppe Sala con Matteo Renzi ai tempi di Expo 2015 ilComizio.it Facebook Giuseppe Sala con Matteo Renzi ai tempi di Expo 2015

Nuova accusa della procura milanese dopo quella di falso per aver retrodatato un documento relativo al maxi appalto per la Piastra. La rivelazione del Corriere della Sera e il disappunto del primo cittadino per aver appreso da un articolo di giornale "notizie di un provvedimento che mi riguarderebbe e che è ancora coperto dal segreto istruttorio"


Ancora guai giudiziari per il sindaco di Milano, Giuseppe Sala. L'inchiesta della procura di Milano su Expo 2015, che ha fatto la fortuna dell'attuale primo cittadini del centrosinistra, si arricchisce di un nuovo, poco piacevole, capitolo. All'accusa di falso per aver retrodatato un documento relativo al maxi appalto per la Piastra (il più importante di Expo del valore di 272 milioni), se ne aggiunge un'altra. Da oggi l'ex commissario unico e ad di Expo è sotto inchiesta anche per turbativa d'asta. Come scrive il Corriere della Sera, la vicenda è relativa alla fornitura di alberi per l'Esposizione.

"Non intendo commentare in alcun modo ogni possibile iniziativa della procura generale. Non lo farò né oggi né in futuro". Queste le prime parole a caldo del sindaco che sottolinea come "la storia purtroppo, si ripete. Anche questa volta è un articolo di giornale a diffondere notizie di un provvedimento che mi riguarderebbe e che è ancora coperto dal segreto istruttorio. Provo solo - aggiunge Sala - una profonda amarezza, soprattutto pensando a quanto ho sacrificato per poter fare di Expo un grande successo per l'Italia e per Milano. Troverò in ogni caso in me - conclude - le motivazioni per continuare a svolgere con la massima dedizione possibile il mio lavoro al servizio della mia città".

Le indagini, condotte dal sostituto procuratore generale Felice Isnadi  e coordinate dal pg Roberto Alfonso che ha  avocato l'inchiesta sottraendola alla procura, si concentrano sullo scorporo dell'appalto del verde da quello della Piastra al quale era inizialmente collegato e che era stato vinto dalla società Mantovani.

Secondo l'accusa, questa operazione di scorporo avrebbe dovuto comportare una nuova formulazione della gara per permettere a chi, per diverse ragioni, non aveva potuto tentare di aggiudicarsi l'appalto complessivo, di poter entrare in corsa per quello ridotto. Non averlo fatto avrebbe comportato, secondo l'accusa, una turbativa nella regolarità della gara.

Il momento decisivo dell'inchiesta sarà quello del deposito, da parte della procura generale, degli atti relativi all'indagine condotta in questi mesi su Sala e su sei imprenditori e manager Expo (coinvolti per vicende diverse e con diversi capi di imputazione). Un deposito atteso entro la fine del mese.

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